5 giorni a Tokyo


 

 

 

 

 

 

Stanchi delle solite “vecchie” capitali Europee, nonostante i pochi giorni a disposizione, decidiamo di partire per un qualcosa di totalmente diverso: Tokyo. 5 giorni, esclusi i voli, per visitare la città (o almeno le attrazioni principali) ci sono sembrati più che sufficienti.

 

Organizzazione:

Per il VOLO, ci siamo affidati a Quatar Airways (come al solito impeccabile), partenza da Pisa ed arrivo a Tokyo Narita. Al ritorno ancora Quatar ma con partenza da Tokyo Haneda, costo del volo poco più di 500 euro. Si trovano sicuramente prezzi migliori ma considerando le date obbligate ed aver deciso tutto un po’ all’ultimo minuto, ci è sembrato buono.

Per l’HOTEL, come al solito, abbiamo scelto una soluzione abbastanza low-cost che ci permettesse di visitare bene la città; la scelta è ricaduta sullo “Smile Hotel Tokyo Asagaya” (30 euro a persona, camera con bagno). A 100 metri dalla stazione di Asagaya (uscita sud), pulito e funzionale. La dimensione delle stanze è ovviamente nello standard giapponese (12/14mq). Il quartiere di Asagaya è stupendo, resterà uno dei nostri preferiti: vita tranquilla, minuscoli locali veramente carini, ampie zone pedonali con ragnatele di piccoli vicoli.

Per gli SPOSTAMENTI in città abbiamo optato per la Suica Card, una tessera ricaricabile molto comoda; la si può fare direttamente in aeroporto agli sportelli della JR al 1 piano sotto terra. Facendo la Suica Card avrete diritto anche ad uno sconto sul biglietto del Narita Express, il treno della JR che collega l’aeroporto alle principali stazioni della città di Tokyo (Shinjuku (1h 20min circa), Shibuya, Ikebukuro, Yokohama). Restando per tutto il viaggio in città, non c’è convenienza nel fare il JR Pass, eventualità da prendere invece in considerazione nel caso voleste fare 1 o 2 giorni fuori Tokyo. Per il ritorno invece, dovendo raggiungere l’aeroporto di Tokyo Haneda, abbiamo utilizzato i treni della Keikyu Railways, una compagnia ferroviaria privata che collega l’aeroporto con la stazione di Shinagawa (collegata a Shinjuku tramite la Yamanote Line) tramite la Airport line (corsa di 15 minuti al costo di 410 yen).

L’aspetto culinario legato a questo Paese, mi incuriosiva molto ma ammetto di aver avuto non poche difficoltà. Molti RISTORANTI hanno una sorta di cassa automatica all’esterno: sono delle sorte di fast-food dove si possono assaporare semplici piatti tradizionali con poco meno di 500 yen( 4 euro). Si introducono le monetine nel distributore e si preme il pulsante che corrisponde al cibo scelto; viene stampato un biglietto con il nome della pietanza che si desidera mangiare, il prezzo e le dimensioni del piatto. Questo scontrino va consegnato al cuoco del ristorante, il quale si occupa di preparare velocemente il piatto. Sembrerebbe tutto molto semplice se non fosse che, molto spesso, non ci sono né figure né traduzioni in inglese! 😀 (noi abbiamo aspettato che qualche buon’anima che parlasse inglese ci spiegasse cosa stavamo ordinando! ) All’interno ci si siede sugli sgabelli al banco, le cucine sono quasi sempre a vista in modo da poter osservare tutte le fasi della preparazione del piatto.

Per il Sushi (le aspettative erano altissime) ho letteralmente adorato Oedo Asagaya (prezzo ottimo, 110 yen a piatto, meno di 1 euro). Un ottimo quartiere dove potrete trovare di tutto è Shinjuku, tra i tanti ristoranti, vi consiglierei: per il Ramen, il ristorante Hakata Tenjin;  per il Tonkatsu (cotoletta di maiale impanata e fritta) ottimo è il Katsukura; per la Tempura il ristorante Tempura Tsunahachi un menu base parte da circa 1200 yen (circa 10 euro); ottimi ravioli (Gyoza) un po’ ovunque, sia bolliti (yude gyoza) che alla piastra (yaki gyoza).

Una cosa che non ho fatto ma che, quando tornerò in Giappone sicuramente farò, è cercare una guida  gratuita (ce ne sono disponibili sia a Tokyo che a Kyoto). In pratica, persone del luogo che vogliono migliorare il loro inglese o semplicemente avere contatti con occidentali danno la loro disponibilità (quando hanno tempo libero) a fare le guide turistiche; quello che voi dovrete pagare saranno soltanto gli spostamenti e i pasti. Per fare richiesta bisogna compilare un modulo su questo sito e, se ci sono guide disponibili, vi metterete direttamente d’accordo con loro su intinerario e orari.

Tra i vari siti che abbiamo consultato per organizzare in autonomia il viaggio a Tokyo, i nostri preferiti sono stati quelli di Marco Togni ed il sito Su-Goi, entrambi ricchi di informazioni utili sia per le attrazioni da vedere che per l’utilizzo dei mezzi da utilizzare. Inizialmente tutto sembra complicato (perchè effettivamente si è catapultati su un altro pianeta) ma, fortunatamente, le indicazioni nella metro sono anche in inglese. La città ha un’estensione infinita, vi consiglio quindi, mentre organizzate il vostro itinerario di tenere conto delle attrazioni più vicine tra loro in modo da poterle visitare senza fare un inutile su e giù per tutta Tokyo.

E’ disponibile una app della metropolitana della città, la “Tokyo Subway Navigation”, che funziona anche offline, utile per capire le tempistiche ed il percorso migliore per raggiungere la vostra destinazione… personalmente preferisco sempre il vecchio ed affidabile cartaceo, vi lascio qua una mappa della metropolitana (non vi spaventate 😀 ) e delle ferrovie

JRP_tokyo_metropolitan_map

 

I nostri 5 giorni a Tokyo, considerando che non era periodo di fioritura dei ciliegi, li abbiamo suddivisi così:

Giorno 1 – Ueno & Bunkyo

Per riprenderci con calma dal viaggio, decidiamo di dedicare al Parco di Ueno la nostra prima mattinata in Giappone. Proviamo subito il brivido della metro alle 8 del mattino: il caos! Le immagini che si vedono passare a volte in tv non rendono minimamente l’idea di cosa voglia di trovarsi lì in mezzo. Per fortuna alla stazione di ueno arrivano diverse linee ferroviarie, a seconda di dove avrete scelto il vostro alloggio, potrete scegliere tra la Yamanote Line, la Ginza Line e la Hibiya Line. Senza la fioritura dei ciliegi, probabilmente, il parco perde gran parte del suo fascino (almeno a noi non ha fatto impazzire). Da segnalare, al suo interno, alcuni templi e santuari, tra cui il Santuario Toshogu e la statua di Saigo Takamori, il Samurai che guidò la rivolta di Satsuma. Nella parte meridionale del parco si trova lo Stagno di Shinobazu, ricoperto di fiori di loto con al centro il Tempio Bentendo dedicato a Benzaiten (la Dea delle arti).

Proprio dall’uscita sud, nei pressi dello stagno, raggiungiamo il quartiere di Bunkyo (20/30 minuti a piedi) per visitare il Santuario Nezu che ospita il festival delle azalee (Tsutsuji Matsuri, di cui vi ho parlato qua)

Terminata la visita nella pace del Santuario Nezu, torniamo verso la Stazione della metro di Ueno e ci immergiamo nel caos più assoluto di Ameyoko, una via ricca di ristoranti, sale giochi, luci e musica sparate a tutto volume; anche questo è un aspetto del Giappone che cercavamo!

Vicino a Ueno, durante il periodo di fioritura dei ciliegi, vi consiglio anche la zona di Yanaka, famosa per il suo cimitero dove questi alberi abbondano.

La sera torniamo in zona Asagaya dove ceneremo al ristorante Oedo Asagaya (subito fuori dall’uscita sud della metro), per rapporto qualità/prezzo/autenticità il migliore provato durante la nostra permanenza.

 

 

 

 

 

Giorno 2 – Asakusa  & Shinjuku

Dedichiamo la mattina alla visita della Kaminari-Mon e del tempio Senso-ji, sicuramente tra i più belli, se non il più bello di Tokyo. Potete raggiungerlo sia scendendo alla stazione Kanda della Yamanote sia scendendo alla stazione Asakusa della linea Ginza. Il luogo è particolarmente frequentato sia da turisti che da locali, impossibile non trovarlo! La strada che porta al tempio è piena di bancarelle che vendono souvenir di ogni genere (e di dubbio gusto 😀 ). In tarda primavera (il terzo fine settimana di maggio), nel Senso-ji, si svolgono diverse cerimonie ed uno dei più famosi festival popolari di Tokyo, il Sanja Matsuri, nel quale sfilano degli altari sacri (Mikoshi), in onore dei 3 fondatori del tempio.

Non lontano dalla fermata della metro di Asakusa, si trova anche la Tokyo Sky Tree (circa 30 minuti a piedi), potete arrivare fino al ponte Jikkenbashi per vederne il riflesso sul fiume Jikkengaw.

Dedichiamo il pomeriggio (fino alle 16.30) alla visita del bellissimo Parco Gyoen. Il parco è chiuso il lunedì, l’entrata è di 200 yen. Con l’arrivo del buio, Shinjuku si trasforma in un vero e proprio lunapark, il Giappone che cercavamo ed immaginavamo prima della partenza! Prima di immergerci totalmente in questa atmosfera surreale, saliamo all’ultimo piano del Metropolitan Government (entrata gratuita) per goderci le luci della città dall’alto.

Shinjuku, la notte, rappresenta perfettamente Tokyo come la immaginavamo prima di partire: luci, musica, video e una marea di persone ovunque. Assolutamente da non perdere: Kabukicho, il quartiere a luci rosse; Omoide Yokocho una via molto stretta piena di ristorantini e la zona del Golden Gai piena di minuscoli bar.

 

 

 

 

 

Giorno 3 – Ginza & Odaiba

Nel nostro terzo giorno, decidiamo di visitare il Mercato del pesce di Tsukiji. Il mercato si trova sulla linea Hibiya, a sole 2 fermate da Ginza. Negli anni, sempre più famosa tra i turisti è divenuta l’asta dei tonni. Ormai, per potervi assistere, si deve arrivare sul posto in piena notte (al massimo alle 3); noi abbiamo preferito lasciar perdere e visitare il mercato al mattino, quando viene aperto ai turisti (alle ore 10). Averlo saputo prima, probabilmente, avremmo fatto una scelta diverse in quanto a quell’ora, è praticamente vuoto. Piene all’inverosimile sono invece tutte le strade che circondano il mercato e che preparano piatti di pesce (a prezzi comunque molto alti rispetto ad altre zone)

Fatto un po’ di shopping ed assaggiato qualcosa, ci dirigiamo a piedi verso il Kabukiza Theatre per assistere ad uno spettacolo del teatro tradizionale giapponese, il Kabuki. E’ possibile raggiungere il teatro anche con la metro, Stazione Higashi Ginza, Uscita 3, che ha accesso diretto al teatro.

Per le informazioni relative ai vari spettacoli, vi consiglio di dare un’occhiata al sito ufficiale, è possibile assistere anche ad un solo atto dello spettacolo (circa 30 minuti, scelta consigliata se non siete dei veri appassionati del genere). All’interno è vietato fare praticamente tutto: parlare, fotografare, mangiare … e attenti a non sgarrare, i controlli sono particolarmente severi!! 😀

Nel tardo pomeriggio decidiamo di spostarci verso Odaiba per godere del tramonto sulla città. Prendiamo la Yamanote Line fino alla stazione di Shimbashi e da qui si prende lo spettacolare treno della linea Yurikamome; sopraelevato su monorotaia e totalmente automatico. Il biglietto si paga a parte, non è compreso nella Suica card. Un ottimo punto panoramico è l’ottavo ed ultimo piano del centro commerciale Acqua City, che ha un’immensa terrazza sulla baia.

 

 

 

 

 

Giorno 4 – Shibuya & Harajuku

La mattina del 4 giorno, decidiamo di andare a fare colazione da Starbuck’s, ma non uno qualsiasi, scegliamo quello sopra il famoso attraversamento pedonale di Shibuya, il più trafficato del mondo. L’entrata nei locali di Starbuck’s è libera, molte persone entrano soltanto per godersi lo spettacolo dall’alto. Il giorno e l’orario in cui siamo andati noi (domenica mattina alle 10 del mattino circa) non sono probabilmente i migliori per vedere quantità enormi di persone ma è comunque un luogo affascinante; in molti consigliano il venerdì o sabato sera.

Ci perdiamo qualche ora per i centri commerciali del quartiere per poi passare velocemente dalla famosa statua di Hachiko, (proprio all’uscita della metro) mentre ci dirigiamo verso il quartiere di Harajuku dove, la domenica pomeriggio, si esibiscono le ragazze cosplay ed i rockabilly. In realtà, per strada, non ne abbiamo trovati poi molti, sembra sia una pratica sempre più mirata soltanto ai grandi eventi del settore. Harajuku è molto semplice da raggiungere, c’è sia la stazione della metro (Meiji-Jingu) che della JR oppure, visto che è molto vicino a Shibuya, potete spostarvi tra questi due quartieri a piedi in meno di mezz’ora. Se come noi optate per il treno, una volta usciti dalla stazione attraversate la strada ed andate verso sinistra, a pochi metri sulla vostra destra trovate Takeshita Dori, la via dello shopping giovanile, il caos totale… ma, alla fine dei conti, siamo arrivati fino qua anche per posti come questo!

Tornando invece alla stazione JR ma, invece di andare a sinistra verso Takeshita Dori, girate a destra, arriverete al ponte sopra la JR dove la domenica potrete trovare le ragazze Cosplay ed i Rockabilly.

Continuando diritto su questo ponte, si entra all’interno di un bellissimo parco nel quale potrete visitare il Santuario Meiji-Jingu; per gusto personale, il parco più bello di Tokyo, ben più del tanto decantato parco di Ueno. Durante la fioritura dei ciligi, non perdetevi il Parco Yoyogi (dopo il ponte sulla sinistra).

Giorno 5 – Ryogoku & Akihabara 

Ultimo giorno a Tokyo, sveglia di buon’ora per raggiungere la palestra di Arashio-Beya (a circa 200m dalla stazione di Hamacho (uscita A”) per assistere ad un allenamento di Sumo! Gli allenamenti iniziano alle 7.30 di mattina e terminano alle 10.00 ma non ci sono ogni giorno (ad esempio non ci sono allenamenti nei mesi di Marzo, Luglio e Novembre o nei giorni successivi ai grandi tornei). L’allenamento si può seguire soltanto dalla vetrata sulla strada, senza possibilità di entrare all’interno e, preferibilmente, senza disturbare troppo gli atleti (evitando quindi foto con flash, parlare a voce alta ecc ecc..). Potete trovare informazioni utili sul sito internet della palestra dove c’è anche un numero di telefono (si parla solo giapponese). In alternativa potete prenotare un tour con qualche agenzia, i prezzi non sono modici ma vi daranno la possibilità di entrare all’interno della palestra. Se volete potete dare un’occhiata a questo sito o a questo.

Finiti gli allenamenti ci dirigiamo verso il quartiere di Ryogoku dove si trova il Kokugikan, la più grande e famosa palestra di sumo di tutto il Giappone. Nel mese di Aprile (quando siamo stati noi) era chiuso per allestire il grande torneo del mese di maggio. Resta invece sempre aperto il Museo del Sumo
(nel Kokugikan Sumo Hall) vicino alla stazione Ryogoku di JR Chuo o alla stazione Ryogoku di Toei Oedo.

Il pomeriggio ci spostiamo ad Akihabara (sulla Yamanote Line), il quartiere della cultura Otaku. In questo quartiere dovete semplicemente perdervi entrando ed uscendo da palazzi interamente dedicati al collezionismo, manga e sale giochi. Personalmente, non sono una grande appassionato del genere ma vi assicuro che è veramente divertente! Una tappa assolutamente da non perdere è la sala giochi anni 80/90 Super Potato, per me è stato come tornare bambino, una sensazione indescrivibile.

 

 

 

 

 

 

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