I riti animisti dei Toraja – Cerimonie Funebri


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Nonostante il pesante processo di cristianizzazione della popolazione, i Toraja mantengono ben vive le loro radici ed i loro riti animisti. Le celebrazioni si dividono in Celebrazioni Toraja Est e Celebrazioni Toraja Ovest: di queste ultime fanno parte soltanto le cerimonie funebri, prendono il nome “ovest” dal tramontare del sole, associato al tramonto della vita dell’uomo, e vengono celebrate da mezzogiorno in poi, nella fase calante del sole, per 5 giorni consecutivi. Le celebrazioni “Est”, al contrario, riguardano le nascite, i compleanni, i matrimoni e qualsiasi altro tipo di festeggiamento e si svolgono dalle 6 del mattino fino a mezzogiorno.
Le ceremonie funebri si svolgono nella stagione secca ( Luglio – Agosto), i defunti vengono conservati in casa in attesa di questo periodo, nei corpi viene iniettata formalina per la conservazione e sono poi chiusi in bare di legno. Durante questo periodo non vengono ancora definiti “morti” ma soltanto “malati” in attesa del sacrificio del primo bufalo durante le cerimonie. L’ anima del bufalo accompagnerà quella del defunto verso la seconda vita; più bufali vengono sacrificati, più velocemente l’anima la raggiunge.

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Il sacrificio di un bufalo è una spesa consistente per una famiglia, soltanto quelle più ricche possono permettersi il sacrificio di più capi. Nel caso la persona deceduta fosse particolarmente importante, viene sacrificato un bufalo albino (il cui valore può superare gli 8000$); le corna degli animali uccisi vengono poi attaccate sulla facciata della casa, a testimonianza dell’importanza della famiglia. Durante la più grande cerimonia funebre che si ricordi sono stati sacrificati fino a 530 capi, la carne viene poi divisa con tutti i partecipanti alla cerimonia, migliaia di persone durante i 5 giorni.

Non è uno spettacolo per stomaci deboli, non mi sentirei certo di raccomandarlo a qualcuno, l’unica cosa che posso fare è raccontare cosa accade, partiamo quindi dall’ inizio:
I lavori che precedono la cerimonia funebre per la preparazione del luogo durano circa 2 mesi, periodo nel quale verranno costruite intorno all’ abitazione del defunto altre decine di giacigli che ospiteranno i parenti ed i visitatori durante i 5 giorni del funerale.

Appena arrivati veniamo presentati ad alcuni dei componenti della famiglia del defunto ( riconoscibili dall’ abbigliamento nero con decorazioni color arancio) che ci fanno accomodare in una delle abitazioni provvisorie e bevono con noi un the accompagnato da biscotti secchi tipici della zona a base di sesamo e noccioline, il tutto è servito da persone che indossano tuniche verdi (o viola), si tratta dei vicini di casa della famiglia del defunto. Porgiamo le nostre condoglianze ed un’ offerta alla famiglia ( per i turisti di solito si tratta di sigarette, zucchero o denaro; i Toraja invece inviano maiali o, i più benestanti, un bufalo. Alle 12 inizia il vero e proprio rito; la bara ( una casa tradizionale Toraja in miniatura ) viene trasportata, accompagnata da canti e preghiere, dai componenti del villaggio fino ad una sorta di altare dal quale un sacerdote tiene un discorso su quanto di buono operato durante la vita dal defunto. Il discorso dura circa un’ora ed al termine di questo, inizia il sacrificio degli animali che accompagneranno l’ anima della persona verso la seconda vita.

Il sacrificio non è adatto alle persone impressionabili, l’animale o gli animali vengono sgozzati con un colpo deciso alla gola; nei casi migliori cadono subito a terra e muoiono nel giro di pochi secondi, nel peggiore dei casi invece cercano di resistere, si imbizzarriscono ed iniziano a correre spargendo sangue ovunque. Una scena straziante.

Mentre alcune persone si occupano della macellazione degli animali sacrificati, vengono letti a voce alta i nomi delle persone che hanno fatto dei regali alla famiglia: i bufali ( i regali più importanti ) vengono fatti sfilare davanti a tutti gli invitati; i maiali invece vengono consegnati “incaprettati” con canne di bambù ed attaccato sopra un foglietto con il nome della famiglia che lo ha donato. I bufali regalati non vengono mai sacrificati, per i maiali invece, è la famiglia del defunto a scegliete se ed eventualmente quanti sacrificarne subito per mangiarli con gli ospiti e quanti ucciderne per distribuire la carne (operazione che occuperà buona parte del pomeriggio).
Altra tradizione (anche se non tutte le cerimonie la prevedono, noi abbiamo assistito a 2 cerimonie, una la prevedeva, l’altra no) è la lotta tra bufali che si svolge nei campi di riso intorno al luogo della cerimonia sul finire della giornata; uno spettacolo per fortuna meno cruento del precedente che serve a stabilire la gerarchia tra gli animali ed intorno al quale c’ è anche un bel movimento di scommesse in denaro tra gli ospiti. Nel caso doveste partecipare ad uno di questi incontri, adocchiate da subito una buona via di fuga perché può succedere che i tori, invece di combattere tra di se, inizino a rincorrere gli spettatori per campi di riso!

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12 risposte a “I riti animisti dei Toraja – Cerimonie Funebri

  1. Viste anche io queste cerimonie, nel 1995. Confermo che si tratta di cose per stomaci forti ma la civiltà dei Toraja è tra le più antiche dell’Indonesia. L’isola di Sulawesi la ricordo bellissima.

    • Il Sulawesi ha la fortuna, rispetto ad altre isole Indonesiane, di non essere ancora preso particolarmente di mira dai turisti, posso confermarti quindi, che a distanza di 20 anni, resta un posto stupendo 🙂 Per quanto riguarda i riti Toraja, credo siano una di quelle “manifestazioni” che danno senso a un viaggio. Qualcosa che vuoi conoscere e rispettare nonostante sia lontano dalla tua cultura, dai tuoi gusti e forse anche dal tuo modo di vedere la vita e di conseguenza la morte..

  2. Non commento l’uccisone degli animali, non avrei coraggio ad assistere, però sono molto affascinata dal tipo di cerimonia funebre come significato.
    L’ovest, il pomeriggio….tutto ciò racchiude l’inserimento con la natura, l’anima viaggia insieme al cosmo. Trovo sia molto bello.
    I Toraja hanno saputo mantenere la loro cultura, trovo che sia positivo. I riti funebri (come quelli delle nascite o quant’altro) non dovrebbereo essere mai modificate, secondo me è come modificare la radice stessa di un popolo.

    • Il colpo di machete alla gola è partito improvviso, in una frazione di secondo si sono sgretolate tutte le mie certezze e la voglia di fare fotografie. Sono stato voltato di spalle per i restanti minuti di agonia dell’animale. Nonostante tutto, non riesco a condannare il gesto nonostante sempre più spesso mi chieda quanto possa essere giusto perpretare certe tradizioni. La risposta è che non lo so proprio, l’unica certezza è che diventa immorale quando il tutto è fatto ad uso e consumo del turista, anche se si tratta di un’antica tradizione. Nel caso specifico l’analisi non è semplice, il luogo non è troppo turistico (nonostante, come ovunque, i turisti siano presenti) e quindi, l’impressione, è che si trattasse qualcosa di abbastanza autentico, almeno in buona percentuale…

    • La scelta (o per meglio dire l’obbligo) di ingaggiare un guida per assistere alla cerimonia è stata davvero felice. Il racconto, anche se non giustifica, motiva in modo molto convincente il “perchè” del sacrificio, rendendolo comprensibile anche a chi, come me, si opporrebbe fermamente a certi tipi di manifestazione…

  3. Dalla vostra descrizione comprendo che lo spettacolo – se lo vogliamo chiamare così – devv’essere molto forte sia per la coreografia, sia per l’uccisione di molti animali. Certo che è un funerale costoso 😀
    Immagino più lieto lo spettacolo del mattino.

    • Il racconto e le motivazioni riguardo il sacrificio, lo rendono più “umano” e comprensibile anche se non tutti comunque lo accetteranno. Nel mio caso ha aiutato molto a digerire uno spettacolo un po’ pesantuccio… 🙂

  4. L’isola di Sulawesi è da tempo nella mia wishlist di viaggio, spero di poterci andare presto. Bellissimo questo resoconto delle cerimonie dei Toraja, è complicato organizzare la visita alle cerimonie?

    • Ciao! Niente di più semplice, come in ogni luogo dove sia arrivato il turismo, saranno le attrazioni a trovare te e non viceversa 😀 scherzi a parte, la città è piena di guide che si offrono, la cosa difficile è trovare la più onesta 🙂

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