La valigia sul letto


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Voi, se doveste avere una valigia sul letto da riempire, cosa ci mettereste dentro? e per andare a vivere dove?

Ho preso spunto dall’invito del blog Traslocando che mi ha nominato per questo gioco per farmele davvero queste 2 domande, un modo per farmi conoscere un po’ di più, conoscermi un po’ di più e conoscervi un po’ di più.

Riguardo la prima domanda non ho avuto dubbi su cosa metterei in valigia: la macchina fotografica, ormai non riesco più a raccontare niente senza questo strumento; quello che non fotografo non lo racconto a nessuno, lo tengo solo per me, le mie parole non riuscirebbero in ogni caso a descrivere la bellezza o l’orrore di alcuni luoghi.

La seconda cosa che sicuramente porterei sono le mappe di tutto il mondo.

In teoria dovrei chiedermi: “a cosa ti servono le mappe di tutto il mondo se stai andando a vivere soltanto in un altro Paese?”. La risposta è anche la soluzione alla seconda domanda: dove vorrei andare a vivere? Ovunque. E’ l’unica risposta che mi viene in mente, una vita nomade. Vorrei vivere  1 anno in India, 6 mesi in Perù, 3 mesi in Islanda, 2 anni in Cambogia, 2 mesi in Alaska. Non ho un Paese nel quale vorrei stabilirmi, mi sento opprimere solo all’idea, non è un cambiamento di luogo dove vivere quello che sto ricercando ma un cambiamento di modo di vivere.

Non morirò in nessun luogo preciso, probabilmente lo farò spostandomi da un luogo all’altro, su un aereo, un treno, una nave, chissà…..

Ho sicuramente infranto almeno il 90% delle regole del gioco, lo so, a questo punto ne infrangerò un’altra: non nominerò nessun blog vorrei anzi saperlo da tutti voi che capitate qua, un modo per conoscervi tutti un po’ meglio: Voi, scappereste? e se si, dove scappereste? e cosa vi portereste dietro?

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52 risposte a “La valigia sul letto

    • Riesci a farlo entrare in una valigia? 😀 Certo che vale! il viaggio è l’unica cosa che ci lascia liberi di sognare, che sia un viaggio fisico o mentale! il 21 ottobre 2015 credo sia passata la DeLorean, l’hai persa per poco! 😀

  1. Bello conoscerti di più attraverso questo tuo scritto, come attraverso gli altri. Su una cosa mi hai fatto riflettere…tra le cose da mettere in valigia non ho nominato la macchina fotografica…ma non è stata una dimenticanza, anche per me è ormai imprescindibile, tanto che ormai, più che nel bagaglio la porto sempre addosso! 😂
    P.s. già…l’Alaska, l’Islanda… 😉

    • Difficile da spiegare ad altri come perda di senso un’esperienza se non hai la tua macchina con te! Per quando riguarda la lista dei Paesi, giuro che mi sono limitato…. tanto! Per assurdo non vedo l’ora di andare anche in un sacco di luoghi che so’ già che non mi piaceranno! 😛

  2. Sempre e comunque sketchbook e materiale da disegno e dove…quello è il difficile, sono attratta dai paesi nordici, dall’Asia e dalla Francia…magari ogni tot anni si impacchetta tutto e si parte 🙂

    • Vero, come spiega o in un’ altra risposta, almeno nel mio caso, non si tratta di scappare da un luogo ( anche io amo casa mia ) ma di scappare da uno stile di vita…. E capita che, uno stile di vita che non ami, non ti faccia apprezzare neanche il luogo in cui vivi! Spero di non esser stato troppo contorto 😀

      • confesso di non avere mai acquistato un biglietto aereo e di aver sempre viaggiato grazie all’invito di qualcuno. o per lavoro, quando giravo con il teatro. non sono una viaggiatrice, ma mi piacerebbe tantissimo, infatti i personaggi dei miei romanzi non sono stanziali. in compenso sono stata in California, Giappone, Indonesia e in gran parte dell’Europa. mi piacerebbe visitare l’India, facendo tappa in qualche hashram. ma è solo un sogno, non ho la tempra né la testa per mettermi a organizzare un viaggio. 😀

      • L’India per me è un vero paradiso ma non spingerei mai qualcuno che non sia convinto al 1000% a visitarla, si puo’ trasformare in un inferno. Non ho mai viaggiato per lavoro, sicuramente è meglio che lavorare in uno studio come faccio io 🙂 si riesce però ad entrare in contatto con il luogo?

      • quando reciti sì, hai tutta la giornata libera in preparazione della serata. e poi le tappe son sempre quelle, quindi Palermo o Catania o Milano o Genova, le visiti a puntate ma le visiti bene, spesso assieme a gente del posto che conosce i luoghi meno turistici e più affascinanti. a Mosca e Amsterdam ci ho vissuto per alcuni mesi: al mattino in Accademia d’arte e il pomeriggio sera a zonzo. l’unica cosa che mi manca del teatro sono i viaggi. sì, lo dico senza vergogna.

      • Niente male allora! Riuscire ad essere guidati da qualcuno del posto ti fa scoprire luoghi che, specialmente se non hai molto tempo, non troveresti mai! Organizza un tournee in India a questo punto! 😉

  3. Valigia? Sceglierei uno zaino per costringermi a viaggiare leggera e con le mani libere. Macchina fotografica, sicuramente anche se non sono una fotografa, quaderno/diario per annotazioni possibilmente con carta doc per poter anche disegnare, acquarellare, libro. Dove andare? Preferisco l’Asia ma anche l’Africa e il Sud America.

    • Concordo, assolutamente zaino! e, aggiungo, solo bagaglio a mano 🙂 invidio tutti voi che sapete disegnare, io sono completamente negato (siamo sul livello di un bimbo dell’asilo per capirci 🙂 )

  4. Io mi sento abbastanza soffocare se vivo sempre nello stesso ambiente. D’altra parte, ho fatto tanti cambiamenti nelle mia vita, a volte obbligati e perciò dolorosi e traumatizzanti… quindi apprezzo anche il senso di sicurezza e di accoglienza della mia tana. L’ ideale per me sarebbe cambiare tutte le volte in cui mi sento prigioniera, ma siamo nell’utopia! Mi consolo quando posso almeno viaggiare. Perito Moreno, Salto Angel e perché no? un giro in Islanda: ecco dove vorrei andare!

    • Vivo ormai da un po’ in quella che hai giustamente chiamato utopia e, nonostante mi renda conto che forse lo è davvero, continuo a progettare un modo per realizzarla 🙂 Poter cambiare orizzonte ad ogni minimo accenno di vita monotona, cambiare e ritrovare lo stupore del “primo giorno”, credo sarà qualcosa che rincorrerò in eterno….. magari sapendo di avere sempre una tana dove, in caso di nostalgia, poter tornare 🙂

  5. COSA PORTARE? già il nome del nostro blog la dice tutta: POCHI SPICCI E UNA CARTINA!
    (ovviamente non può mancare anche la macchina fotografica..ma il minimo indispensabile sono “pochi spicci e una cartina”).
    DOVE? “conosco un posto che mi piace..si chiama MONDO!” [C.C.]

  6. Tibet, e con me un ministudio tascabile per catturarne i suoni e ovviamente l’indispensabile connettività per leggere della tua prossima avventura!

  7. Anch’io vorrei saper disegnare! E invece niente, provo a descrivere a parole. Per questo nella mia valigia non deve mancare un diario di viaggio, uno scatolino o busta in cui conservare biglietti, scontrini, cartoline, tutto quanto mi aiuti a ricostruire il viaggio per quando sarà finito.
    Dove andare a vivere? Mi piace Parigi, la trovo mia, oppure Brisbane. Entrambi due luoghi che ho sfiorato davvero con l’intenzione, un tempo, di trasferirmici, ma che per i casi della vita non ho realizzato.
    Dove invece vorrei davvero andare in viaggio? In Sri Lanka, viaggio che avevo quasi realizzato, ma che, di nuovo per i casi della vita, mi è rimasto, per così dire, sul gozzo..

    • Qualcuno, attraverso una semplice descrizione scritta, riesce anche a farti sentire gli odori di un determinato luogo, è un’arte non da poco… Parigi non mi ha mai attirato troppo ma Brisbane… 🙂 Hai avuto modo di viverci almeno un po’? e nel caso, come hai fatto a fuggire? 😀

  8. Io non scapperei, ma sicuramente mi piacerebbe spostarmi e girare il mondo. Nel mio piccolo già lo faccio, qualche giorno qui e qualche giorno là, sempre con lo spirito curioso del viaggiatore. Cosa molto diversa dal turista, secondo me.
    Come te, porterei sicuramente una macchina fotografica. Poi carta e penna, senza quelle non mi muovo 😉

    • La linea di demarcazione tra turista e viaggiatore mi accorgo, specialmente da quando leggo un po’ di blog di viaggio, essere particolarmente sottile 🙂 Personalmente mi ritengo un turista, come il 99,99% delle persone che incontro durante i miei viaggi. Il tempo limitato (che siano 3 giorni o 1 mese) ed i periodi imposti dai ritmi di lavoro purtroppo non mi permettono ancora di definirmi viaggiatore al 100%…. diciamo che per adesso, del viaggiatore, c’è sicuramente lo spirito! 🙂 Poter girare per il mondo credo sia la cosa più bella ed educativa che possa accadere ad un essere umano, ti auguro di riuscire a farlo sempre, con il giusto spirito! 😉

      • Grazie, auruo lo stesso anche a te.
        Mi rendo conto che forse ho esagerato, ma la definizione di viaggiatore per me significa soltanto immergermi nell’atmosfera del luogo che sto visitando, cercando angolini che non necessariamente sono sulle carte turistiche, mangiando il cibo locale (e non cercando presunti ristoranti italiani), ascoltare band del luogo e così via. Ci metto tutto il mio entusiasmo, la mia curiosità e lo spirito, come dicevi tu! Poi, sono ben lontana da potermi definire Viaggiatore con la “V”. Ma chissà…

  9. Belle risposte.
    Ci avrei giurato che non ti fermeresti in nessun luogo in particolare. Sei cittadino del mondo tu, anche se qualcosa mi dice di non tutto il mondo.
    Uo scapperei in Australia, quella più silenziosa e selvaggia, con me porterei mia figlia e mio marito, da questo tutto si può ricostruire.
    Ma ad una cosa non rinuncio mai. A me stessa.

  10. Io sono come te . Vagabonda” virtuale” perchè poi in realtà non potrei mai fare viaggi in aereo molto lunghi. Mi preoccupano un pò. Ma tutti i posti da te nominati meriterebbero assolutamente una visita. Soprattutto andrei volentieri in Vietnam, Perù ancora di più in Tibet, un mio sogno.Ti abbraccio e tu continua a viaggiare. Isabella

    • Ciao Isabella! Quello che ci frega è il tempo…. non i voli lunghi! Per quelli si risolve, se vuoi andare in Vietnam fai tappa ad Istanbul, poi a Tblisi, poi a Teheran, poi a New Delhi e poi finalmente tappa a Saigon! 😉 (Scherzo ovviamente…. ma non troppo! 🙂

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