Sapa


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Arriviamo a Sapa e riceviamo subito un caloroso benvenuto da una dozzina di signore Hmong vestite di tutto punto con abiti tradizionali, un po’ come arrivare a Roma ed essere scortati in albergo da un gruppo di centurioni: sono autentici allo stesso modo, soltanto che, invece della foto davanti al colosseo, vi offrono un trekking di 1 o 2 giorni attraverso i loro villaggi. Il costo non è esoso e va dai 15 ai 25$ in base alla durata e soprattutto alle vostre capacità di contrattazione. Sappiate che nessuno puo’ sfuggire a questa contrattazione, che siate interessati o no, sarà un passaggio obbligato. Loro vi conoscono, sanno dove alloggiate, sanno quando siete arrivati, sanno cosa volete e sanno se avete già contrattato il trekking oppure no (lo so, è inquietante ma è proprio così: al nostro terzo giorno di soggiorno, mentre passeggiavamo prima di cena lontani dal nostro albergo, una di queste signore ci saluta e come se niente fosse dice ” Voi siete arrivati venerdì alle 13 e soggiornate all’hotel Elysian vero?” Ho detto tutto).

L’albergo in cui abbiamo soggiornato a Sapa è, appunto, l’ Elysian ( elysiansapahotel@gmail.comwww.elysiansapahotel.com ), posizione perfetta e ottime camere, fino a qualche anno fa probabilmente anche una stupenda vista sulle colline, adesso la vista è invece su un albergo che stanno costruendo proprio davanti, la gara alla cementificazione per offrire il miglior panorama, anche qua, è aperta.

Come avrete intuito, il mio consiglio è quello di evitare il trekking organizzato (a meno che non abbiate almeno una settimana da passare a Sapa) ma di noleggiare una moto (5$ al giorno) e girare in autonomia. Praticamente tutti i trekking hanno lo stesso percorso e passano dai villaggi di Lao Chai (Minoranza Hmong), Ta Van (Minoranza Dzay) e Giang Ta Chaj (Minoranza Dzao) e in questi paesi l’unico interesse è quello di vendervi qualche braccialetto. L’entrata sia per il villaggio di Cat Cat (il più vicino a Sapa e raggiungiubile in meno di 1 ora di cammino) che per la valle di Sapa è di 40000VND.

Usciti dal circuito di questi primi 3-4 villaggi, tutto cambia improvvisamente: i vestiti tradizionali sono sempre più rari, i bambini ridono, giocano o sono a scuola invece che a vendere cianfrusaglie ai turisti, gli uomini e le donne continuano, indifferenti o magari solo un po’ incuriositi dal tuo passaggio, il loro lavoro nei campi. Le strade nella valle sono tutte più o meno buone, spesso sterrate ma percorribili senza dover essere grandi piloti quindi avventuratevi senza timore, fate soste nei piccoli villaggi, ogni piccolo agglomerato ha una scuola (in condizioni ottime per altro),  una vera miniera di sorrisi.

Se avete un po’ di tempo che vi avanza, una breve escursione di mezza giornata puo’ esser fatta alle Silver Waterfalls e al Passo Tram Tom, a una 20ina di km da Sapa, ma non aspettatevi niente di eccezionale, il panorama cambia molto rispetto ai terrazzamenti tipici e sinceramente ne perde molto in fascino. Curiosi però, da questo punto di vista, i versanti delle montagne intorno alle Silver Waterfalls completamente ricoperti da pergole con piante di zucca (tipica per la realizzazione della Zuppa di zucca di Sapa).

Proprio parlando di cibo, al centro del paese c’è un mercato con diversi banchi provvisti anche di tavoli dove mangiare oppure semplicemente assaggiare un po’ street-food; tutto intorno ci sono moltissimi ristoranti, molti con menù a prezzo fisso (cena completa dai 100 ai 150mila VND) di media qualità (noi abbiamo provato il Fansipang Restaurant, Cau May St.23. ), altri invece decisamente migliori, se proverete il Little Sapa Restaurant (sulla stessa via ma più vicino alla piazza centrale), sarà dura scegliere di mangiare altrove: tutto ottimo, dai panini ai piatti tipici, dall’ambiente al servizio fino al prezzo, sotto i 150000VND a persona.

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16 risposte a “Sapa

    • Ciao Bea! Ti giuro, una cosa incredibile 🙂 Tanto per farti un esempio: l’ultimo giorno eravano nella piazza del paese ed a 10 metri da noi, una coppia di ragazzi spagnoli appena arrivati: loro avevano almeno una dozzina di signore Hmong intorno a cercare di vendere qualcosa, noi (sapevano che non eravamo interessati) non ne avevamo neanche una 🙂

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