La 25esima ora (dei miei viaggi)


25th_hour

 

Premetto che sono tornato da un difficile fine settimana in giro, e quindi….

Fanculo turisti italiani….

Fanculo all’applauso quando atterra l’aereo, ma dove credete di essere a teatro?

Fanculo ai vostri stra-maledetti trolley trascinati a fatica per i souk delle città del marocco, ma uno zaino una volta nella vita no?

Fanculo alle vostre scarpe con il tacco nel mezzo di Jaisalmer, credete di essere a far shopping in passeggiata al Forte dei Marmi?

Fanculo alla tua maglietta D&G che porti orgoglioso in giro per Kathmandu, non hai niente da metterti che non sia un cartellone pubblicitario a grandezza umana?

Fanculo al tuo smartphone sulla spiaggia, pensa a guardare tuo figlio che mi sta lanciando sabbia da mezz’ora cazzo!

Fanculo alla tua musica tamarra a volumi altissimi, dovrebbero fare un esame prima di farti entrare in alcuni luoghi!

Fanculo al tuo tono di voce a ristorante, possibile che non ti accorgi che la sala è in silenzioso imbarazzo per te?

Fanculo alle vostre reflex attaccate al collo come fossero collane, non sono accessori di abbigliamento idioti!

Fanculo al vostro non saper mai rispettare la fila, ma secondo te io cosa cavolo ci facevo davanti all’entrata di un qualsiasi luogo?

Fanculo al tuo abbigliamento da metallara, sono 50 anni che c’è il metal detector in aeroporto, cosa fai la faccia sorpresa?!?

Fanculo al tuo cercare sempre una pizzeria anche a Calcutta, hai paura di morire assaggiando qualcosa di nuovo?

Fanculo ai tuoi villaggi vacanze in qualsiasi Paese del mondo, ma almeno riesci a capire dove ti trovi e notare una benchè minima differenza tra un Paese ed un altro?

Ma soprattutto fanculo a te Matteo, hai aperto un blog di viaggi per far capire quanto bello sia girare per il mondo ed invece dovevi farne uno per convincere la gente a restarsene a casa se non è in grado…

 

 

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84 risposte a “La 25esima ora (dei miei viaggi)

  1. per lo più condivido. per il fine settimana appena trascorso la ricerca di un luogo fuori dalla portata degli italiani è stata faticosa. un solo appunto, se usi finesettimana al posto di we secondo me aumenti la distanza tra loro e te. 😀

  2. Sono d’accordo,anch’io “soffro”quel turismo li……
    E soffro che ci si faccia riconoscere sempre in quel certo modo!
    Approvo anche l’intercalare .
    Ciao

  3. Purtroppo molti vanno in vacanza non per conoscere, guardare e soddisfare delle curiosità… Molti vanno in vacanza pensando sia un diritto fine a se stesso e vanno in alcuni paesi solo perché “c’era l’offerta” o “l’all inclusive”.. Vi sono persone che sono andate a Parigi e non hanno visto il Louvre, in Messico e non sanno cosa sono i Maia, o a Zanzibar e si stupiscono se in alcuni posti va via la corrente…;) in prima persona su un isola nella Repubblica Domenicana ho sentito un Italiana lamentarsi perché’ in menù non c’era l’Aragosta.. E c’erano a 100 mt bambini che pescavano il pesce che stava mangiando…

  4. Tra i tanti fanc…quello della pizza a Calcutta mi diverte assai! Costoro forse Ignorano che esista il gustosissimo curry di verdure, pensando che sia solo una giallognola polvere di spezie, non sia mai che venga loro pure il prurito 🙂
    Un sorriso Matteo

      • per esperienza lavorativa posso dire che le persone quando vestono i panni del “turista”

        [nOnDelViAgGiaToRe]

        diventano incapaci di intendere e volere
        e sono degne esclusivamente di essere fanculizzate per ogni respiro che emettono.

        il cliente raramente ha ragione.

        I.

      • 🙂

        potrei raccontare cose e relative incazzature, che la pelle del tuo corpo non basterebbe…

        rido ancora quando rivolgendosi ad una struttura fronte mare, la cliente chiede se durante la notte ci sia la presenza di cinghiali 🙂 preoccupata per il suo cane che alla loro vista si agita e abbaia tutta la notte.

        e non stava scherzando
        [PuRtRoPpO]

        colgo l’occasione per farti i complimenti per il blog.

        I.

      • Ehi, su queste cose non si scherza! Pure i miei cani abbaiano tutta la notte se ci sono i cinghiali! (PuRtRoPpO NoN StO ScHeRzAnDo). Grazie per i complimenti, che ricambio con piacere, adoro il tuo modo chiaro, diretto e schietto di scrivere (e immagino di porti) (MiCa SeGuO GeNtE a CaSo!)

  5. E quelli che si tengono la cintura al suono di “Ah, ma la dovevo togliere?”
    Ho scoperto però che alcune compagnie mettono addirittura una musica trionfale se atterrano in anticipo, che poi si mischia agli applausi. Mi spavento così!

  6. Ma sei un grande! Ti adoro! 😀
    Hai ragione su tutti i fronti quindi fanculo all’italietta di provinciali che si sentono tanto uomini di mondo e tanto “moderni” 😉

  7. Ahimè siamo il paese dove sorgono come funghi i “bar progresso” (Siderno Marina) popolato di maleducati provinciali arricchiti e modaioli da strapazzo. Una volta era raro trovare una persona maleducata oggi è raro incontrare una persona. Nel senso letterale della parola, secondo una definizione normalmente attribuibile ad un individuo, maschio o femmina, in grado di ragionare e capire. Ne abbiamo traccia ovunque, nel traffico, all’ufficio postale e nel supermercato.
    L’apoteosi del cafone è raggiunta proprio in viaggio. Forse perché l’idiota intende il viaggio come un “momento” di libertà totale dagli schemi che l’Italia imbevuta di TV e stereotipi (da Amici a Grande Fratello, passando per l’Isola dei Famosi… lungo elenco, sarebbe) ed in virtù di questa sua presunta libertà di comportamento si sente in diritto di rompere gli schemi e dunque autorizzato a girare in “canotta”, ciabatte e borsello a tracolla. Urlando e strillando con i suoi modi sguaiati, immaginando di “fare conversazione” con i suoi compari. Non rendendosi conto, fatto di gravità inaudita, che la sua sola presenza è offensiva per il paese che lo ospita (avete mai osservato i visi del personale di servizio degli alberghi davanti a certi italiani spettacoli?) e per gli altri viaggiatori presenti. Un tempo viaggiare era il desiderio di aumentare la propria conoscenza, il proprio sapere, arricchire la propria cultura. Oggi è solo trasferire le proprie auguste e riverite chiappe dalla poltrona di casa davanti al televisore in un altro luogo e con la pretesa di trovare lì l’estensione della propria magione. Bucatini alla matriciana e cotoletta alla milanese compresi. Per poi tornare sulla stessa poltrona, “attaccarsi” al cellulare e raccontare agli amici, cafoni pure loro, “io c’ero” – “io sono stato lì”. E tornare a mangiare surgelati per risparmiare. E pagare le rate del viaggio. E qui mi fermo per 2 motivi: non voglio annoiare i lettori e non voglio scrivere che secondo me… altro che raddoppio delle tasse per il passaporto. Fammi vedere chi sei prima di chiedere il passaporto. Quando sei all’estero rappresenti il nostro Paese. Appunto. E’ quello che accade.
    mrlukkor

    infine: leggo tra i commenti che un lettore è scambiato per uno spagnolo ed un altro a Buenos Aires… anche a me capita, e – davvero – non mi dispiace. Perché “feel the difference” per me ha ancora un significato.

    • 92 minuti di applausi 🙂 Hai detto tutto quel che penso, in modo molto più educato 😛 Credo tu abbia centrato il problema, per molti il viaggio è semplicemente una vacanza ed in quanto tale, si pretende che gli altri siano li per servirti mentre tu sei libero di sfogare la frustrazione di un anno di lavoro. Sottoscrivo tutto e me lo tengo come manifesto del brutto paese che siamo diventati.

      • grazie! è confortante sapere che in viaggio si possono anche incontrare italiani con i quali fare una parte del cammino insieme apprezzando quello che l’itinerario offre 😉 un caro saluto, è interessante leggerti.

  8. Dai, non prendertela… io non ho mai avuto la possibilità di viaggiare come te, ma la “specie” che descrivi la incontravo già all’inizio degli anni ’80 quando giravo con sacco a pelo e “inter-rail” per l’Europa. Ignoriamoli, ma non vergogniamoci di essere italiani, perché non siamo tutti così.
    Sul cibo, però, qualche diffidenza è lecita e un po’ di attenzione ci vuole.
    Comunque, per stare in tema: http://papillon1961.wordpress.com/2014/03/24/il-viaggio/.

  9. Capisco benissimo la tua frustrazione. Dalle scenette sugli aerei alle reflex usate senza cognizione di causa, o dall’Instagrammata del piatto a quel cavolo di stato di FB “Coso si trova QUI con CAIO – Partenzaaa! Si va! #travel #love #unozainoinspallaevia”. MA DOVE?! DOVE CAZZO VUOI ANDARE?!
    A parte riconoscere i connazionali a kilometri di distanza, quelli che mi fanno incazzare “abbestia” son quelli che mi dicono: “Si ma a Londra si mangia proprio da schifo eh! Ma tu come fai?!”
    Io mi sono disintossicata dalla pasta quotidiana dopo il trasferimento e sono ancora ancora viva, non fa male cenare con un po’ di saag aloo o una zuppa di miso! Sei a Londra, hai 850 tipi di ristoranti, e ti lamenti se la pizza fa schifo?! Ma te la meriti proprio!!!
    Ok mi fermo anche io.. ma sull’onda della critica ti rimando a un mio vecchio post su come fare incazzare un Londoner in 20 rapide mosse:
    http://stefaniag5.wordpress.com/2013/12/16/non-manuale-di-sopravvivenza/ 😀

  10. Mi hai fatto sudare…
    Ma credi che tutti quelli che partono vadano in giro per il piacere di guardare, gustare, provare altre culture? spessi quello che sento! Belle le mie escursioni in solitaria nei boschi!
    Mattè però con te viaggio. Grazie,

      • Viaggio poco, però..
        I bambini che saltano sulle statue dove mamma e papà si fanno la foto e se tu lo fai presente gli “italiani” ti dicono “è un bambino” e mamma e papà lo guardano deliziati, o un futuro tagliatore di opere d’arte?
        E tutti quelli che se ne fregano del divieto ed entrano nella tomba di Ildebranda per curiosare nell’oscurità o farsi foto sui gradini?
        E quelli che fanno pipì nelle acque termali solfuree incuranti dell’alone giallo scuro che gli appare intorno?
        E chi si fa le foto in Romania con i bambini “disagiati” come se fossero trofei per farli vedere agli amici, per far capire la realtà? Ma c’è da fotografare o da fare altro?
        E i tanti sacchetti, bicchieri, piatti che trovo in solitaria nei boschi dopo la domenica o feste comandate?
        Ma…se questo è turismo meglio che ognuno se ne stà a casa propria.
        Quello che hai scritto contiene grandi realtà
        Ora divago dal discorso, quando parli dell’applauso mi viene in mente che da qualche anno gli italiani battono le mani quando esce il feretro dalla chiesa..ma c’è da battere le mani in un dolore simile?

      • Ammetto che quella cosa delle terme mi ha schifato abbastanza 🙂 Capisco benissimo invece i rifiuti che si trovano nei boschi, io ci vivo, ed è un vero schifo. Il non rispetto per le opere d’arte invece, purtroppo, non è esclusiva italiana… se ne vedono di tutti i colori. Proprio di oggi la notizia che un turista Georgiano (mi pare) ha staccato 3 tessere da un mosaico a Pompei per ricordo. No comment. (Magari vedento quanto gliene frega alle istituzioni di Pompei, portarci tutti quanti a casa un piccolo pezzetto, potrebbe essere l’unico modo per salvarla 🙂 )

      • Sul fatto dei pezzetti condivido, sarebbe un modo per salvaguardare qualcosa, visto lo sbriciolamento a cui è sottoposto Pompei, ma ahimè non solo….

    • Ciao! Molto piacere e grazie mille! Abbiamo i viaggi che ci legano, passione e rispetto per quel che si fa’, mi piacerebbe fossero alla base di ogni mia azione….per tutto il resto non posso promettere ma per viaggi e fotografia non ho dubbi! A Presto. Matteo.

  11. Condivido pienamente quello che hai scritto, gli italiani all’estero li riconosci subito, chiassosi e maleducati, padroni di tutto. Ma un ‘Fanculo’ a quelli che pretendono di bere il caffè come quello della moka di casa no? 😉

    • Un fanculo meritatissimo!! Ho incontrato persone che dopo 2 settimane di viaggio “avevano assolutamente bisogno di un cappuccino a colazione” ….. In Nepal!!! I villaggi vacanze faranno milioni ancora per moooolti anni con questa gente 🙂

  12. Sottoscrivo quello che hai scritto, compresi i fanculo e la maggior parte dei commenti. Odio i nostri connazionali chiassosi ed ignoranti che non spiccicano una parola di nessuna lingua e pretendono di farsi capire parlando in romanesco, ma a voce più alta. Però poi incontri tanti, e sottolineo tanti, viaggiaori connazionali che non sono così, solo che non si notano, semplicemente perché si comportano normalmente.

    • Hai pienamente ragione, forse dovrei fare un post per compensare le due parti 🙂 Il dispiacere è essere sempre etichettati a causa dei cafoni e mai per merito dei tanti bravi viaggiatori che ci sono….

  13. Applauso, ola e standing ovation…spesso mi dimentico di quanto molti miei connazionali siano terribilmente riconoscibili…….o inquietantemente pittoreschi.

  14. E’ tristemente vero quello che scrivi e io, che sono orgogliosa di essere italiana, a volte mi vergogno da morire.
    Villaggi vacanze? Tour organizzati?? Centri commerciali super affollati per andarci a fare cosa? Ma le vasche chè ….mica si può stare a casa eh, bisogna esserci …
    ma scherziamo??
    Via, alla larga : meglio soli che ….accompagnati da quella fauna lì.
    Sarò snob?
    Mah, forse, chissà! 🙂

    E poi applausi dappertutto, anche ai funerali. 😦
    Un po’ di sobrietà no, eh?

    Quel che conta è il “io c’ero” e …orrore agli autoritratti (non voglio chiamarli selfie che mi viene il mal di pancia) in luoghi in cui il telefono andrebbe per rispetto spento o la reflex andrebbe non usata.
    Sempre per pudore e rispetto.
    Ma il rispetto, la gentilezza e l’educazione non è più di moda, anzi ti fanno sentire fessa se pratichi tutte ‘ste “cose”.
    Ma sai che ti dico?
    Felice di essere diversa.

    Un saluto e buona settimana
    con un sorriso
    Ondina

    • Gli esempi si potrebbero sprecare! 🙂 Purtroppo c’e’ una gran confusione su cosa è importante e cosa no, su cosa è lecito fare e cosa no, su cosa è educato e cosa no… spesso mi chiedo cosa pensino gli altri quando vedono me, prima o poi sono sicuro troverò un post in cui si parla di quelle persone tristi che all’atterraggio dell’aereo non partecipano alla grande festa collettiva 🙂 A presto. Matteo.

  15. Abbiamo trasmesso i 3 minuti della tolleranza… 😀 …come ti capisco… io sono finita in mezzo alla processione dei Little Sons of Italy a Boston… è stata una delle cose più imbarazzanti che mi sia mai capitata. Comunque questo post avrebbe potuto dettartelo mio marito. L’Edward Norton della citazione sarebbe potuto sembrare un moderato, in confronto!

    • Lo capisco! …. Gli sfoghi in privato hanno toni ben più pesanti 🙂 imbarazzante è senza dubbio l’ aggettivo che meglio ci descrive quando siamo in giro per il mondo. Il problema maggiore e più fastidioso che sto riscontrando ultimamente però è un altro: le persone che ritieni imbarazzanti mentre sei in viaggio sono le stesse che gestiscono gruppi e siti per backpackers o viaggiatori autonomi in generale! Dio ce ne scampi! Dire di Viaggiare zaino in spalla ormai è una moda, come diceva Nanni Moretti: “le parole sono importanti!”; la parola viaggio zaino in spalla la stanno svuotando di ogni significato….

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