Varanasi


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Varanasi è il fulcro di ogni viaggio in India. Una città che, ancor prima di conoscerla, riesce a muovere nella testa una serie suoni, odori, colori ed immagini  quasi come se fosse una città familiare, una città già conosciuta o vissuta prima, ed in effetti poi è proprio così, almeno per me lo è stato; arrivi a Varanasi e trovi tutto quel che ti aspettavi…e forse anche qualcosa in più.

Sono arrivato in città in treno, la stazione è un vero caos (oltre che un vero schifo rispetto a molte altre). Per fortuna quando ho prenotato la camera nella Guesthouse, ho anche chiesto di mandare un tuk tuk a prendermi; personalmente consiglio di farlo perché trovare il vostro albergo (se lo avete già prenotato) nelle 1000 viuzze della città vecchia potrebbe non essere la cosa più semplice del mondo.

La mia prenotazione l’ho fatta alla Monu GuestHouse (http://www.monuguesthouse.com/), la cordialità dei proprietari nell’organizzare tutto quanto tu possa chiedere loro ed il costo abbastanza contenuto (300 rupie a notte per una camera con bagno) sono sicuramente i loro punti forti, i punti deboli riguardano invece le camere molto buie e umide e la mancanza di un terrazzo sul tetto.

La posizione è buona, proprio accanto al Golden Temple. Piccolo inciso riguardante il Golden Temple, se avete intenzione di visitarlo munitevi di passaporto e fotocopia del passaporto, lasciate a casa tutto quanto perché al proprio interno non fanno entrare niente. La custodia di qualsiasi oggetto e’ a pagamento ed a tempo (60 rupie l’ora).

Ho visitato la città alla fine di Agosto, non il periodo migliore perché a causa dei monsoni il Gange era in piena ( e il Gange in piena vi assicuro che fa paura, come si intuisce da qualche foto nella gallery) sommergendo buona parte dei Ghat e dei Templi visibili quindi solo parzialmente; gli indiani però di questo non sembravano preoccuparsi, la vita continua a scorrere lenta a Varanasi, un senso di lentezza che ti imprigiona e dal quale non vorresti più uscire. Una lentezza che ti entra dentro, il senso della morte che si respira nell’aria entra a far parte di te, e sei naturalmente portato a rispettarlo smettendo di fare il turista e diventando un po’ di più uno di loro. Molti abusano della parola “spiritualità” quando parlano dell’India, credo sia una grande forzatura, ma forse qua lo è un po’ meno….

Sia ben chiaro che anche qua i tentativi di spillarti soldi sono infiniti: dalle false guide ai barcaioli abusivi, dalle offerte per la legna per ardere i corpi ai falsi biglietti per concerti di sitar inesistenti (varanasi ha un’antica tradizione musicale) ne ho sentite di tutti i colori! Qua almeno, tutto il circo e il mercatino classico delle altre città, sono affiancati da qualcosa di più profondo di cui godere.

Nonostante il Gange in piena quindi, tutto continua normalmente, viene soltanto spostato un po’ più in alto dove le acque non possono arrivare, ho quindi assistito alle cremazioni (al Manikarnika Ghat), alla cerimonia del fuoco (al Desaswamedh Ghat) e tutto quanto non ci si possa perdere quando sei a Varanasi.

Per chi avesse visitato Pashupatinath (il corrispettivo nepalese di Varanasi a Kathmandu), in India le cremazioni sono una cosa seria e molto sentita, consiglio vivamente di evitare la macchine fotografiche (che per rispetto andrebbero evitate a prescindere, non solo perché un indiano infuriato vi urla dietro), qua non sono tollerate come in Nepal.

Per quanto riguarda la cerimonia del fuoco, come quasi tutto ormai in india, anche questa è diventata un business ed i posti su una barca in prima fila possono arrivare a costare cifre esorbitanti (diciamo almeno quanto 3 notti d’albergo), le cifre richieste agli indiani invece non arrivano alle 50 rupie quindi….contrattare! e se avete i nervi saldi, non vi accontentate subito, aspettate gli ultimi minuti prima dell’inizio della cerimonia, i prezzi dei posti barca rimasti invenduti calano vertiginosamente, io l’ho pagato 80 rupie (un po’ piu’ di un indiano) ma partendo da un prezzo iniziale di 900….no comment.

Un altro must della visita a Varanasi è la gita in barca. Sappiate che ci sono persone autorizzate a compiere queste gite per ammirare la città dal fiume ed altre che invece svolgono l’attività abusivamente. Quando il Gange è in piena la polizia vieta di portare turisti in barca pena il sequestro della licenza e dell’imbarcazione, ovviamente se sei un abusivo non ti poni il problema della licenza ed infatti, vista la piena durante tutto il periodo della mia permanenza, in acqua c’erano solo abusivi! Ed altrettanto ovviamente mi sono messo a contrattare con loro per il prezzo (400 rupie per 1 ora) partenza alle 5 del mattino sperando di evitare i controlli della polizia….. tentativo vano, dopo 10 minuti il barcaiolo inizia ad agitarsi ed avvicinandosi alla riva mi fa cenno di scappare perché era stato visto dalla polizia. Inizialmente ho pensato mi volesse fregare ma poi, non avendo ancora pagato, ho fatto quanto richiesto, dopo neanche 2 minuti è veramente arrivata la bagnorala della polizia. Gita breve ma intensa!

Vista la sveglia di buon’ora approfitto per una buona colazione…e qua si arriva al punto sul cibo, a Varanasi si mangia B-E-N-I-S-S-I-M-O! per gusto personale consiglio di svaligiare le varie bakery disseminate un po’ ovunque, quelle nella città vecchia secondo me di qualità superiore a tutte le altre altre e il costo medio è di circa 70 rupie per una buona colazione e 200 per un pasto.

La fine del soggiorno in questa città magica credo sia sempre triste, senti di partire un po’ diverso da quando sei arrivato senza capire bene in cosa ( e vi assicuro che non sto facendo retorica); l’addio a Varanasi però non è mai un addio, quando parti sai già che tornerai.

Altre foto di Varanasi qua:

https://blogdelviaggiatore.wordpress.com/photo-gallery-varanasi/

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7 risposte a “Varanasi

  1. sogno Varanasi…nell’attesa mi sono letta Amore a Venezia, morte a Varanasi che secondo me è azzeccatissimo….ottimi i tuoi post, buon viaggio

  2. Troppo ridere la storia del barcarolo!
    Io a Varanasi ci sono rimasto 15 giorni con la febbre a 40, ma quella città mi è rimasta nel cuore. Quando ti affacci alla finestra ti sembra di guardare i tempi dell’antico testamento e la forte presenza della morte in ogni dove è un incentivo incredibile a guardare al di là del superfluo.
    Bell’articolo!

    • Ciao! è un luogo unico nel quale il destino mi porterà di nuovo, non ho dubbi in merito! La scenetta del barcaiolo credo rappresenti al meglio il vero indian-style… Quel mix di disorganizzazione e goffaggine che ti fa innamorare 🙂

  3. Ah, Varanasi! Un altro di quei posti in cui ho lasciato un pezzo di cuore… Grazie per essere passato a trovarmi in quel piccolo mondo mio ancora in costruzione 🙂 Presto spulcerò per bene gli altri post su india e nepal, a presto!
    Monica

    • Ciao Monica! Aspetto con ansia di vedere il prosieguo della tua costruzione! E’ proprio vero, a Varanasi ci si lascia il cuore….. infatti sto programmando un ritorno per il prossimo inverno! 😛 A presto! Matteo

      • Buon per te! Io pure ci andai a novembre/dicembre ed è un periodo perfetto!
        E ci ritornerei, ma prima ho qualche conto in sospeso con Cina e Giappone eheheh… speriamo bene!
        Grazie, ciaoo

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